L'omino buffo dice di se:

Utente: CircoStanziale
Nasco imbecille e vado avanti così. Ebbi i Natali (e anche le Pasque) a Firenze, ivi crebbi. Al momento inseguo porci e bestievarie vicino Bologna. Dovrei diventare veterinario. Forse. Per ora mi limito ad esser Parco, di Divertimenti.

Aforismi pret-a-porter

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venerdì, 30 giugno 2006

L'Uovo che sussurrava ai cavalli

Io odio i cavalli. È un'antipatia a pelle che non reisco a togliermi, una sorta di insofferenza ogniqualvolta sono vicino ad uno di loro. Non è paura, è proprio schifo. E non per le nobili fattezze di questo animale, ma per il loro carattere e per la latente idea che siano TUTTI animali viziati da proprietari per la maggior parte idioti nel migliore dei casi, fighetti nel peggiore.
Mi pare la giusta premessa per farvi capire che la mia vita di questi giorni si svolge con quelle atmosfere oniriche di un libro di Welsh e vellutate come in uno di quei filmetti faciloni in cui recita uno a caso di quei coglioni di Accorsi o di Muccino.

Scena 1 [un portone si chiude alle spalle del protagonista]:
La scena inizia all'uscita di casa.
Sotto il solleone delle 14 un imbecille con una maglietta campanilista e gigliata con la scritta "STAFF" armeggia un po' sul suo scooter (con meno fascino da sfigato della vespa ma molto più signorile di un ciao) ed inizia il viaggio col vento che gli scompiglia il casco con le alette tipo mazinga e una coda di coniglio finta legata sulla nuca. In sottofondo "Animals - House Of The Rising Sun". L'immagine è ferma sul motorino, in sottofondo la pianura del hinterland bolognese che scorre uguale eccezion fatta per qualche casa e alberi sparuti. In lontananza i colli. Sul volto del protagonista un sorriso ebete di chi ha la coscienza in pace.

- Titoli di testa -

Scena 2 [carrellata sulle scuderie della facoltà]:
Pubbliche relazioni di poco conto in facoltà e le solite lamentele sui cavalli (i dialoghi non sono granchè curati o brillanti in questo film). Commiato dal piccolo capannelo di chiacchiere e vestizione col camice d'ordinanza. Anche oggi si spera sarà una tranquilla giornata all'insegna del nulla, intervallata da attimi di intensa attività. C'è un'interna nuova che il protagonista, chiamiamolo "D.", non conosceva, tra l'altro carina. Potrebbero esserci le premesse per una giornata tranquilla, se non fosse per quel quinto senso e mezzo di ragno che i fumetti gli hanno attaccato e che, attivatosi, gli fa presagire uccelli paduli più cattivi di quelli di Hitchcock.
Oggi c'è una dottoranda nuova...di Pontaggreve.

Scena 3 [sfondo nero, primissimo piano sulla faccia del protagonista, un po' deformata dall'obiettivo]:
- In tono confidenziale -
"Oh, gente, a me questa sta già sulle palle...così...a pelle...è solo un'impressione e per il rispetto che ho per il suo bagaglio di competenze in merito mi limiterò solo a pensare che non ci sappia fare. Se fossi cattivo penserei che non ci capisce proprio un cazzo".

Scena 4 [interno scuderia, dietro, nel box, ci sono madre e puledro col naso rifatto]:
Il nostro D. spiega la sua visione del cavallo alla dottoranda nuova, per mettere subito le cose in chiaro. È fermamente convinto che la chiarezza fin da principio sia fondamentale per poter lavorare serenamente insieme. La dottoranda nuova manifesta subito larghe vedute: "Allora te oggi starai tutto il giorno a strettissimo contatto coi cavalli".
Mentre D. scaraventa sulla collega tirocinante la propria espressione addolorata da un lato e rassegnata alla stupidità umana da un altro, si alza il sottofondo musicale: "The Cure - Boys Don't Cry".

Scena 5 [stesso sottofondo musicale, solo immagini che si sovrappongono a ritmo di musica]:
D., essendo protagonista del film non a caso, viene ripreso in molteplici situazioni "a strettissimo contatto coi cavalli". Nella prima lo si vede impacciato che con una mano tiene una puledra per la capezza, nell'altra completamente smerdata di miele scivola una pasticca. La dottoranda sogghigna tenendo la madre.
Nella seconda lo si vede grondare di sudore mentre tiene un puledro di TPR (Tiro Pesante Rapido, razza che ha questo nome non a caso) schiacciato al muro coadiuvato da altre quattro persone. La dottoranda cerca di inserire il sondino rino-gastrico riuscendo solo a far sanguinare il naso del puledro, sempre più incazzato.
La terza situazione lo vede alle prese con una sacca di liquidi per la flebo di un cavallo alto un metro e settanta al garrese che, come D. tenta di entrargli nel box, lo morde.
Nella quarta siamo di nuovo alle prese col TPR che gli molla un pestone sul piede con semplici scarpe da ginnastica invece delle necessarie anti-infortunistiche. Il sondino rino-gastrico si rifiuta sempre di andare al suo posto.
Alla quinta, sempre più sudato, D. munge la madre del puledro col naso rifatto che è schiacciato al muro dagli altri tirocinanti e si becca in faccia le frustate di coda dell'occasione. La dottoranda sta facendo i cazzi suoi altrove. La madre tenta di calciarlo.

Scena 6 [interno scuderia, D. è quasi svenuto sulla barella per i puledri, la musica cambia: "Pixies - Where Is My Mind", l'inquadratura gli ruota intorno in un vortice di rassegnazione]:
D. riflette sulla giornata appena trascorsa. Se Dio vuole è tutto finito, si tratta solo di recuperare le firme necessarie alla registrazione del tirocinio. Una spossatezza anche morale lo pervade.
Dai suoi giri ignoti torna la dottoranda che gli autografa il foglio delle firme: "Sai" gli dice con un mezzo sorrisetto "Se alla fine del tirocinio non sai come stare in un box la prof. potrebbe fartelo rifare. E poi tu sei qui per imparare ad aiutarci, voi tirocinanti dovete essere in grado di svolgere queste mansioni da soli, non possiamo venire sempre noi dottorandi a darvi una mano". Il ruggito di un vaffanculo in disgustorama inizia a rombare nella gola di D., che però si limita ad un'occhiataccia memore del fatto che il giorno seguente sarà da solo, privo dell'aiuto degli altri tirocinanti.
Innumerevoli pensieri su quanto sia meglio per lui stare chiuso in una stanza con un rottweiler dalle palle girate piuttosto che in un box con un cavallo si rincorrono in testa, D. sorride di circostanza, riprende il suo foglio e se ne va sussurrando tra se e se il suo commento.

"L'unico cavallo buono è quello che ha per contorno delle patate arrosto"

- Titoli di coda -

[D. Se ne va con passo molleggiato da cowboy verso i suoi tre cavalli di scooter, gli unici che gli piaccia avere sotto il culo, "Creedence Clearwater Revival - Proud Mary"]


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mercoledì, 28 giugno 2006

HO DECISO!!!


Stesera mi faccio la barba!
Domani mi taglio i capelli...

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martedì, 27 giugno 2006

Riflessioni

Ci sono giorni che quest'afa ti stende. Magari hai pure passato la nottata in bianco. Che tu sia stato a correre dietro ad animali sofferenti o a chiacchierare amichevolmente con persone simpatiche poco cambia. Hai addosso uno stato di prostrazione fisica notevole, cui però non corrisponde altrettanta stanchezza mentale. Il caldo ti scioglie, sei andato a letto alle dieci del mattino, ne sei sceso alle due per mangiare un boccone e ci sei subito tornato. Per essere di nuovo nel mondo dei vivi alle sei del pomeriggio. Boccheggi, ma pensi.
Ti metti in messenger a far due chiacchiere mentre ti dedichi un po' controvoglia ad un giochino nuovo che hai scovato su internet.
E su messenger parli con una persona che non vedi da dicembre, ma che è un pezzo che vorresti rivedere, come direbbe Iannacci, "per vedere di nascosto l'effetto che fa".

Perchè a questa persona tutto sommato pensi ancora, lagato come sei alle passioni del passato.

E fumando una sigaretta, squagliato sulla sedia davanti al PC, ti chiedi se hai fatto bene a rimuginare a targhe alterne sulla situazione che c'è con questa persona. Perchè cavoli!, quello che ti ha portato a rimuginare è il fatto di non riuscire a capire in che situazione sei. Lei è sibillina, lo è sempre stata; tu sei un tonto con un'intera salumeria davanti agli occhi e vedi solo quello che vuoi vedere.
Insomma...dopo un anno che non vi frequentate più, è normale pensare ancora a lei? È normale nutrire ancora delle speranze su un rapporto che è possibile vedere solo attraverso la magica sfumatura del ricordo?
Oppure è solo paura? Rifugiarsi nel passato per tentare di sfuggire al futuro, crogiolarsi in un onanismo mentale sul piacere che fu per evitare i dolori che sarebbero.

Pensiero estemporaneo: la vita è come un verbo, dipende tutto dal modo in cui si coniuga.

Alla fine so che cederò.
Cederò al caldo, lasciandomelo entrare in testa, permettendogli di insinuarsi nelle circonvoluzioni della mia corteccia come il vento nei canyon, trascinando con se arbusti secchi da film western, ormai stereotipo del nulla.
Fingerò per un po' di non essere più capace di pensare, me lo proibirò dicendomi senza convinzione che la vita va avanti. E non sono convinto perchè mi rendo conto che questo cammino lo affronto di spalle.

(Il che, immancabilmente espone le mie terga ad abusi improvvisi che possono pararsi su tal cammino)


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giovedì, 22 giugno 2006

E.R. Water-in-ari in Prima Linea

Oggi più o meno meglio...
Sono un paio di giorni che nuoto in una lattiginosa voglia di non fare un tubo. Probabilmente è che mi sento un po' stanco. I tirocini a Clinica Medica, nonostante mi sia avventato sulla sezione di diagnostica per immagini in cui in teoria non c'è da fare granchè, mi hanno invece preso in pieno. In mezzo agli occhi.
A parte una sanissima fosforescenza naturale che potrò sfoggiare quest'estate al posto dell'inflazionata abbronzatura, dovuta ai quintali di raggi x presi di rimbalzo mentre cercavo di tenere fermi gli animali che dovevano fare le lastre, ho visto cose in questi primi quindici giorni che mi fanno pensare di portare un po' di sfiga. Soprattutto l'ultima settimana.

Animi sensibili, astenetevi da leggere il seguito...c'è di che strappare qualche lacrimone.

Sorvolo amabilmente sui due cani che abbiamo dovuto sopprimere perchè messi troppo male per andare avanti decentemente per concentrarmi sugli episodi di domenica e di lunedì scorsi.

Domenica
Inizio il mio tirocinio alle 8.30 per staccare 12 ore dopo. Sono già in questa prima fase di stanchezza che mi porta a non voler far molto, soprattutto la parte relativa ai cavalli che sono animali che non capisco e quindi che non mi piacciono più di tanto. Invece sono stato quasi tutto il giorno dietro a loro. Soprattutto alle prese con una puledra con lussazione bilaterale della rotula. A chi non ha la più pallida idea di cosa voglia dire una situazione del genere, spiego rapidamente che si tratta di un problema grosso per un cavallo, visto che fatica a reggersi in piedi da solo. Infatti questa puledra, operata il giorno prima senza successo, doveva essere aiutata a stare in piedi metre poppava dalla madre, altrimenti sarebbe morta di fame. Una sofferenza inutile.
L'idea era quella di sopprimerla, non avrebbe vissuto ancora per molto e soprattutto in modo troppo sofferente, solo che il proprietario non si trovava. Nel pomeriggio, dopo innumerevoli tentativi di chiamare il proprietario irreperibile, siamo andati a far fare la poppata oraria della puledra. Ha provato ad alzarsi da sola franando nuovamente in terra. Solo dopo una ventina di secondi ci siamo accorti che la sutura dell'operazione aveva ceduto di netto. Non c'era rimasto nemmeno un punto attaccato. Si vedevano ossa, tendini e legamenti per intendersi.
Grazie al cielo siamo riusciti a trovare il proprietario e, non posso negare un certo sollievo da parte di tutti noi presenti, abbiamo proceduto con la soppressione.
Chi non ne conosce le dinamiche potrebbe pensare che sia una barbara operazione priva di scrupoli. Io personalmente la vedo come l'esatto contrario, ma l'eutanasia fa parte di quegli argomenti taboo su cui si può dire tutto e il contrario di tutto senza smuoversi di un millimetro. Sappiate solo che ha smesso di soffrire.
Non nego che il giramento di coglioni in parte è dovuto anche a questo...non sono scene che ti rallegrano.

Lunedì
Il giorno dopo alle 8.30 sono di nuovo in Fuckoltà, mi gingillo col briefing discutendo i casi clinici (da queste descrizioni potrebbe sembrare che ci capisca qualcosa di quello che dicono, ma ho la piena consapevolezza di essere un ignorantone) e quindi me ne torno bel bello a Clinica Medica.
In programma c'è un'endoscopia ad una cagna per un sospetto setto vaginale. "Fico" mi dico.
Mi unisco al già cospicuo gruppo di astanti attorno al tavolo su cui giace la cagna anestetizzata. Iniziamo l'endoscopia in un clima allegro e disteso. Caspita, penso, però è bello lavorare così.
Non l'avessi mai pensato.
Il Prof, avendo notato del sangue sospetto in vagina ed individuato il setto, decide di fare anche una cistoscopia (endoscopia della vescica)...a proposito, io cerco di scrivere potabile, ma se qualcuno si trova in imbarazzo davanti al medichese chieda pure o consulti uno dei due link di onniscienza che ho messo qui a sinistra (Wikipedia e Garzanti Linguistica).
Sia l'uretra che la vescica non hanno uno splendido aspetto, soprattutto la vescica che ha una strana lesione che nessuno li per li pare notare. Poi, timida, la voce di un tirocinante si leva flebile dal fondo: "Ma è normale che la pancia si gonfi in quel modo?" Cazzo. Aveva una mongolfiera al posto della pancia.
E allora il clima non era più allegro e disteso. Di corsa a fare delle lastre per vedere come mai la pancia si gonfia. Quelle in bianco non dicono nulla. Proviamo a mettere del liquido di contrasto in vescica per vedere se è li il problema. Si. È lì.
Sta cagna viene presa e portata di corsa in sala operatoria, prima le facciamo una laparoscopia (a fini diagnostici si dice in gergo, per l'anima del cazzo sono più propenso a pensare). Casino. Mancano i pezzi, i tubi della macchina, ci sono venti persone in sala operatoria e gli unici che sanno cosa c'è da fare sono i tre che stanno intorno all'animale in tenuta sterile. Io per lo meno cerco di non intralciare chi è più a suo agio in quell'ambiente.
Si passa alla laparotomia...le apriamo la panza insomma. La vescica ha un taglio di un paio di centimetri di lunghezza. Via suturare la vescica. Eseguito il lavoro ci salta all'occhio l'utero di questa cagna che è circa una decina di volte il normale. Parrebbe pieno di aria o di liquido, forse pus. Piometra la diagnosi di tutti i presenti. Ma non si può asportare l'utero (che se lasciato in sede ha la strabiliante capacità di portare la morte, lui, l'organo che di solito dà la vita) senza prima avere il consenso del proprietario...perchè si, il cane è una proprietà. O si salva il cane e si rischia la denuncia del proprietario, o si chiama il proprietario e si aspetta quello che ci dice lui. Abbiamo fatto la seconda, per fortuna almeno questo era reperibile. E accondiscendente. Abbiamo cavato l'utero, lavato la pancia dell'animale in cui si era raccolta la poca urina presente in vescica, richiuso e portato la cagna in ospedale.
Non conoscevo la razza di questa cagna (l'ENCI, Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, riconosce poco più di 400 razze, alcune molto simili tra loro) e tornato a casa mi attacco ad internet per saperne qualcosa di più.
Il primo link relativo a quella razza che ho aperto mi ha mostrato una foto della cagna in questione. Non una simile. Propio lei, col suo nome e i suoi titoli: Campionessa Italiana di bellezza 2005, Campionessa Internazionale di bellezza 2005, Campionessa Sociale di bellezza 2004. In pratica la Miss Universo per quella razza.

Adesso posso davvero dire di aver visto dal vivo una VIP nuda. Dal di dentro.

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domenica, 18 giugno 2006

Nottataccia

Stanotte non c'è verso, vado a letto con le palle girate, le ellap.

Si, ok, ci rido su...ma mi girano veramente. Prima parte di colpa ce l'ha quella manica di fasulli che stasera si faceva chiamare Nazionale Italiana di Calcio, in seconda istanza è colpa dell'arbitro che non era buono nemmeno di arbitrare una partita scapoli - ammogliati. In terza istanza si fulminasse lo stinco sinistro di quel cacioperacottaro di Zaccardo, io che in lui ci ho creduto fin dal primo anno in A, col Bologna...

Concluso il giramento da Nazionale, ho un giramento del tutto personale ed idiopatico, uno di quelli che fai fatica a farti passare perchè non sai la causa, uno di quei giramenti che forse è meglio smaltire a letto, tra le pagine di Coe e con un po' di musica rilassante nello stereo.

Uno di quei giramenti che grazie a Dio ogni tanto ci sono, altrimenti sai che palle.

Uno di quei giramenti che piano piano ti passano mentre scrivi. Uno di quei giramenti che probabilmente se fossi a casa dai tuoi e non dovessi andare domani tutto il giorno a fare l'infermiere di cani disabili non ci sarebbe nemmeno.

Uno di quei giramenti che ti dici che avresti bisogno di una donna, una da abbracciare, una di quelle donne che ti fanno passare il giramento solo con un sorriso.

Si...uno di quei giramenti che ti prendono quando vorresti sentirti migliore perchè innamorato e invece ti rendi conto che non lo sei.

Uno di quei giramenti...

Insomma...un bel giramento...


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venerdì, 16 giugno 2006

Pubblicato!

AHA!!!

ecco il link: http://www.slipperypond.co.uk


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mercoledì, 14 giugno 2006

Giornata Scatologica e Telefonate strane...

Mi sono svegliato stanco, molto probabilmente perchè ho dormito meno delle cinque ore abituali...e pure un po' ingrugnito...ma vabbeh, chissenefrega...se la vita non mi sorride cerco di sorridere io a lei, magari per cortesia ricambia.
Arrivo in Fuckoltà per svolgere la mia giornata di tirocinio, mi sorbisco il briefing mentre vorrei dormire, mi prendo un caffè di supporto e mi tuffo a capofitto nella sezione di Clinica Medica nel reparto di diagnostica per immagini.

Appena arrivo mi avvisano della grande cosa: oggi abbiamo una mielografia (per chi non lo sapesse è una serie di radiografie della colonna vertebrale con liquido di contrasto nel canale midollare per valutare eventuali alterazioni del midollo spinale). Perfetto, mi dico, oggi imparerò una cosa nuova.

Ormai sono li dentro da una settimana e ho un po' capito le dinamiche...mi sono quindi piuttosto sbattuto per la buona riuscita di questo esame (boxer, maschio, di 36 Kg, sotto anestesia) spostando il cane più di una volta...mi è toccato il treno posteriore...e il cane ha iniziato dapprima a scorreggiare, quindi ad avere delle perdite...
Da qui in poi se avete mangiato da poco o avete lo stomaco sensibile...smettete di leggere...
In pratica, grazie agli sfinteri permissivi del cane, mi sono letteralmente smerdato più volte nelle continue traslazioni del cane (che in un frangente, per far scendere il liquido di contrasto, ho dovuto praticamente tenere in collo da solo).

Beh...insomma...siamo stati due ore buone dietro a questo cane. La mielografia non è stata sufficiente...abbiamo dovuto fargli una TAC...Fantastico, mi dico, un'altra cosa nuova!

Sarebbe stato tutto perfetto se quel disgraziato di boxer non si fosse svegliato MENTRE PASSAVAMO ATTRAVERSO LA PORTA della sala TAC. Mi ci sono gettato sopra, cercando di immobilizzarlo mentre le persone che erano con me si affannavano per recuperare siringhe, cannelli e cazzivari che erano esplosi in giro. Adesso il mio camice ha una fantastica strisciata marrone che va da una parte all'altra del torace (si era svegliato per bene)...

Piazzato il boxer nella TAC, ripristinata l'anestesia, è stato il momento in cui ho dovuto dedicarmi al dobermann dell'amico del Prof. (che grazie al Consiglio di Fuckoltà e al suo vizio di darsi alla macchia, è stato pressochè irreperibile tutta la giornata). Messo male, tra l'altro, il dobermann. Lastre a go go pure a lui. Una è stata molto didattica per un artefatto che avrebbe potuto portare ad una cantonata clamorosa da parte di molti. Dopo aver sentito sei volte la spiegazione di quella lastra è stato il turno del cane del Preside di Agraria, ma me ne sono sciacquato le palle...

Ho preso la mia firmetta di presenza e, quaranta minuti dopo la fine del mio turno, me ne sono tornato a casa. Mangio...finalmente...

Mentre aspetto di godermi il mio meritato caffè e la sigaretta che non ho avuto il tempo di fumarmi in mattinata, mi squilla il cellulare. Numero nascosto. Sento male, c'è la TV accesa e il solito delirio delle chiacchiere del pranzo...

Io: "Pronto?"
Anonimo: "..."
Io: "Pronto"
Anonima voce di donna: "mmmmmm"
Io: "Si?!?!"
Anonima voce di donna: "Siamo Vsasda e Aldsdfsj"
Io: "Come?"
Anonima voce di donna: "Siamo Valeria e Aloisa"
Io: "Ah...quindi?"
Anonima voce di donna: "Vuoi ascoltarci?"
Io: "Eh?"
Anonima voce di donna: "Vuoi ascoltarci?"
Io: "NO!"

e ho attaccato...

Ora...vabbene che sono un granfigo, vabbene che è una vita che non faccio all'ammore, vabbene che ce ne avrei molto probabilmente bisogno...ma oggi non era proprio la giornata adatta ad una telefonata erotica...

A sto punto, passato un po' il fastidio della telefonata, vorrei sapere:

  • Valeria e Aloisa sono i reali nomi delle signorine in questione?
  • Chi ha dato alle signorine Valeria e Aloisa il mio numero di cellulare?
  • Quale arcana combinazione ormonale porta le signorine Valeria e Aloisa a voler avere una conversazione erotica CON ME alle due e mezzo del pomeriggio?
  • Le siognorine Valeria e Aloisa saranno dei cessi ambulanti o delle belle donnine?
  • Le signorine Valeria e Aloisa...potrebbero richiamarmi, per cortesia, domani verso le 17 che dovrei essere libero?

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martedì, 13 giugno 2006

Cugini d'Italia

2-0

...e intanto un po' godo...


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giovedì, 08 giugno 2006

Impegno sociale: un videogioco da ragazzi

O voi miei cinque lettori (forse meno). Sicuramente avete presente il giochetto del Mc Donalds che ho postato un paio di giorni fa.

Stasera, anche per fare piuttosto in fretta visto che non ho voglia di scrivere, vi segnalo il sito degli autori di quel gioco...che non hanno fatto solo quello, ma anche un paroliere per il Papa, un tamagotchi sul precariato, uno skill game sulla flessibilità, un agghiacciante giochetto di memoria storica, una sorta di Lemmings (non ditemi che non lo conoscete!) con gli embrioni e, dulcis in fundo, un simulatore di orgasmi per voi donnicciuole.

So già che mi manderete a cagare per quest'ultimo, forse me lo merito anche. È solo che anche questo mi ha fatto amaramente sorridere, come gli altri giochetti.

Buon divertimento:

http://www.molleindustria.it/

PS: se vi sconfinfera potreste legegrvi anche il blog che pare piuttosto interessante...


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categorie: segnali di fumo

Io SO, ma TACCIO...

...e già ho detto troppo...

 


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