È Halloween signori. Il mio inconscio agisce di conseguenza. Sono appena sceso timoroso dal letto e a ripensarci ho ancora i brividi.
Se si poteva fare un sogno malato, stanotte ci sono riuscito.
Aperta campagna. Viale sterrato al cui lato sonnecchiano vecchie ville padronali disabitate. Le recinzioni scassate sono mangiate dalle erbacce, i cancelli quasi bloccati. Nel fosso fazzoletti sporchi e condom usati.
Passeggio per quel viale e nemmeno io so bene perchè, forse andavo a cercare un laghetto per pescare.
Il viale via via si fa sempre più stretto, finchè diventa poco più di una mulattiera. Dopo una curva a sinistra coperta da un cespuglio intravedo il laghetto: uno stagnetto putrido ai lati del quale ci sono per lo meno una dozzina di cadaveri in vario stato di decomposizione, tutti in muta da sommozzatore o comunque con un'uniforme che gli copre anche il viso.
La scena cambia e sono testimone del fatto davanti alla polizia che fa indagini. Il RIS con le tute bianche e le maschere antigas fa prelievi. Io e l'ispettore che supervisiona la cosa, completamente privi di alcun tipo di protezione, passeggiamo in mezzo a questi alieni che lavorano, prelevano campioni e fanno misurazioni.
Epidemia di non mi ricordo che malattia del 1980, virus partito dalla terra su una navicella che doveva compiere esperimenti a gravità zero. Ovviamente il virus ha compiuto mutazioni particolari mente era in orbita rendendo gli astronauti, infettatisi per incidente, incompatibili con la vita sulla terra. Soprattutto se la navicella in cui viaggiavano si schianta a qualche centinaio di metri di distanza dal luogo del macabro ritrovamento.
Tra i cadaveri è stato ritrovato un plico di documenti da cui i nuclei speciali non sono stati in grado di cavare un ragno dal buco. Sono fogli vecchi, mangiati dal tempo, compattati dall'acqua e dal caldo, scritti di pugno (mi dice l'ispettore) ma per ora è l'unica cosa che hanno trovato li in mezzo e che non riescono a spiegarsi. Non gli avrebbero dato peso alcuno se tra quei fogli non comparisse ripetutamente il mio nome. Potevo io sapere di che si trattava? No.
In Commissariato mi dicono che prima di sottoporre i documenti al mio vaglio devono lavorarci in laboratorio, come posso vedere da dietro un vetro. Nel laboratorio ci sono solo una dozzina di computer collegati ad un unica stampante e una dozzina di segretarie di mezz'età pronte a fare scansioni e stampe dei documenti adesso raccolti in un grande quadernone. Il quadernone viene appoggiato in mezzo a due dei PC che, inspiegabilmente, non si accendono.
Adesso siamo nel cortile di casa mia, con la pula che mi ravana in casa e io che cerco di dare un senso a quel bordello senza capirci niente. Dalle indagini sono risaliti al proprietario di una di quelle vecchie ville. Ovviamente il tizio in questione era rinomato per essere piuttosto eccentrico. Il plico di documenti sembra essere maledetto. Gli inquirenti non sono stati in grado di farci niente, forse solo una copia a mano usando una matita perchè qualsiasi elemento tecnologico, fosse anche una bic, smetteva di funzionare vicina a quei fogli.
Flashback del cactus, infilato in mezzo al nulla, ma risolutore: il vecchio proprietario in questione viene riconosciuto in mezzo ad una massa di dimostranti, una setta di vattelappesca. Ognuno dei partecipanti porta sulla schiena a mo' di zaino una bombola enorme dalla cui cima esce la testa mascherata di ognuno dei cadaveri. Prima che potessero trovarsi in quella spiacevole condizione. All'unisono uno spruzzo di gas li stende tutti. Vengono deposti i corpi a casaccio e il vecchio proprietario inizia a compiere un rituale accompagnandosi da strane parole. La particolarità del tizio è che, vestito di una tunica nera, ha il pizzetto diabolico e la testa completamente pelata che però brilla dall'interno di una luce rossa e arancione che si muove.
Da li ci si sposta dentro la vecchia villa, un bambino in terra gioca con un trenino con in testa una corona fatta di chiodi giuntati non so come tra di loro. Il fratello minore giochicchia sempre con i chiodi e viene cazziato duramente dal padre che passa di li e che se la prende anche con l'altro fratello che porta la corona. Mentre il padre si china sul bimbo piccolo (circa quattro/sei anni, il più grande pareva averne tipo il doppio) in un battibaleno il fratello maggiore, mentre si alza e impugna la corona come uno stiletto, diventa ultratrentenne e conficca i chiodi nel braccio del padre, quindi si mette un dito a comprimere il collo subito sopra l'infossatura tra sterno e clavicole e si spoglia. Il padre fa lo stesso. Il fratello minore (che è invecchiato di botto pure lui) non riesce a spogliarsi in tempo e viene preso di peso per i vestiti da uno sciame d'api che lo porta insieme ai cadaveri di prima.
La pula si decide a darmi in mano i fogli che hanno trovato. Io e una poliziotta (che somiglia ad una che devo aver intravisto in tv in una delle serie mmediasèt del precedente post) saliamo in macchina per controllarli da seduti. Io al posto di guida e lei passeggera. La macchina (dagli interni) mi sa che è la vecchia polo di mia madre, la tanto amata Wanda che beveva come un camèllo.
Appena apro le cartellette che contengono i fogli riconosco subito la calligrafia di mia madre. Ci sono scritti dei nomi: riconosco il suo e il nome di un'altra donna (che adesso col senno di poi associo all'ex moglie di mio zio). Come prendo in mano il primo brandello di carta vengo folgorato dalla realtà dei fatti: io non sono il figlio di mia madre nonostante porti i suoi stessi occhi. Sono stato adottato per vie clandestine e in modo non tanto chiaro attraverso il vecchio pazzo che però si è rivelato una sorta di satanista che parrebbe essere ancora in vita per lo meno in forma spirituale. È il suo fantasma che mi perseguita. Un poltergeist malefico che ce l'ha con me per non ho ben capito che motivo. Nel frattempo la macchina inizia a muoversi da sola. In retromarcia. E in salita. Freno a pedale e freno a mano non funzionano. Provo a girare la chiave nel quadro che però gira a vuoto, la poliziotta accanto a me stacca l'autoradio per collegare i fili dell'accensione da li senza riuscirci e la macchina prende sempre più velocità.
E io mi sveglio.
Adesso, con tutta la buona volontà della terra, ho un po' paura a rimettermi nel letto...però pensavo di vendere il soggetto per una sceneggiatura...
Dopo tettecculi, dopo pupessecchioni, dopo grandifratelli, dopo disinformazione, iene, invisibili, strisce le notizie e culture moderne, amici del marito di Costanzo, glandi domani, pasi adelanti, telenovelas, teleromanzas, telefumettas, mediashoppings a prezzi rialzati, digitali extraterrestri, controcampi e cazzivari, adesso ci regali anche un quasiriality dal gusto agrodolce sui detenuti e i poliziotti penitenziari per farci capire che, dopotutto, c'è sempre chi sta peggio di noi e quindi non ci si deve lamentare.
Mavvaffanculo, va...