si torna di corsa a casa.
E saran cazzi da cacare.
ah ah ah ah...che scherzo...
Viva la fisarmonica e chi gaiamente la suona, perchè non c'è niente di più avvilente del sapere che tutto prima o poi finisce.
Non c'è niente di più triste dell'avere la consapevolezza che non puoi far nulla. E che c'è chi, dalla vita, non ha avuto un cazzo (come mio nonno) e chi, come me, spreca quello che ha.
Sei mesi, se va bene.
E io ancora qui a buttare via il mio tempo in inutili quisquilie.
Non invidio affatto mio nipote, avrà una serie di gatte da pelare non indifferente che gli si accumuleranno addosso dal primo vagito in poi. Quotidianamente.
M'è presa (e tutto sommato ne ho ben donde) la ciucca triste stasera.
Vaffanculo a tutti. Così, a gratis.
Prima degli interventi a raffica di un ottimo amico ho trovato parte della cura ai cazzimiei.
Niente di eclatante, ma quanto basta per riempire un po' quel vuoto...o quanto meno per non lasciare che il magone si appropri di quello spazio libero.
Faccio sport.
Da domenica scorsa, tutti i giorni, faccio almeno una mezz'oretta di sport. Tennis, corsa, calcetto, basket...quello che capita. Ma mi tengo in movimento, mi scarico la testa.
Ovvio che certi problemi non li risolvo andando a correre, ma pensare a certe cose mentre corro me le fa affrontare con quel quid di serenità in più che mi mancava qualche giorno fa.
Con questo continuo ad essere poco concentrato nello studio, ma ho attività collaterali e per certi versi più importanti che mi impegnano molto. Non per molto ancora, ma quanto meno questo weekend (a partire da tutto il pomeriggio di oggi) lo passerò dietro al "sitarello" per mio padre.
Che se tutto va bene sancisce il mio essermi messo "quasi in pari" col webpublishing...
Ok, son cazzate...ma tutto fa.
Per ora m'è passato il magone...e già mi par tanto.
Una volta, ma ero più ubriaco di quanto non lo sia adesso, provai un esperimento di scrittura libera, lasciando andare il cervello, non controlalndo il monitor durante la scrittura per non star dietro alla punteggiatura e alla coerenza di quello che scrivevo e lasciando poi alle dita di andare dove volessero sulla tastiera.
Molto meno ordinatamente di quanto non stia facendo ora andarono lungamente per la loro strada, facendomi produrre la più sincera confessione della mia vita, una confessione nata dall'impossibilità di mettere a compimento i miei freni inibitori, freni che mi accompagnano da sempre e che sono stati i miei carcerieri.
Talvolta vorrei potermi sfogare, penso a come sarebbe agire senza alcuno di quei freni, vorrei poter essere una bestia, un animale, seguire il semplice istinto. Talvolta penso che sarei un potenziale serial killer, che potrei tranquillamente uccidere qualcuno fregandomene altamente di qualsiasi tipo di conseguenza. Talvolta che potrei essere uno stupratore feticista...e magari le due cose non necessariamente scisse l'una dall'altra...
Ora mi vien da pensare che una volta che mi venissero tolti i freni inibitori, probabilmente non saprei che fare...perchè non avrei più niente.
Il ritenermi per certi versi "migliore" di chi non si autolimita come me (e questo atteggiamento mi rendo conto sia frutto di qualla dannatissima educazione cattolica che mia madre ha insistito per farmi impartire), questa mia naturale propensione per il martirio, per l'annullamento dell'ego...è l'unica cosa che ho...e per certi versi l'unica cosa che odio di me.
Non potrò mai diventare qualcuno, perennemente combattuto da questa dicotomia del mio essere: da un lato snobbo, dall'altro mi sento infimo il che mi porta al principio di tutto...sono inutile...un quasi trentenne che di concreto all'attivo ha poco o niente, che di suo al mondo non ha dato un granchè...che non produce ricchezza nè per sè nè per il paese, che...boh...che si è bloccato.
E boh...mi sento così...un po' vuoto...
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