L'omino buffo dice di se:

Utente: CircoStanziale
Nasco imbecille e vado avanti così. Ebbi i Natali (e anche le Pasque) a Firenze, ivi crebbi. Al momento inseguo porci e bestievarie vicino Bologna. Dovrei diventare veterinario. Forse. Per ora mi limito ad esser Parco, di Divertimenti.

Aforismi pret-a-porter

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venerdì, 27 giugno 2008

Ogni cosa al suo posto

Adesso le cazzate grosse le sparo qui: http://zerozen.splinder.com

blog imbrattato da CircoStanziale che alle 12:53 non aveva di meglio da fare | link | commenti (3)
categorie: pensieri circostanziali
venerdì, 20 giugno 2008

Chianne chianne

s'arriparte.
Lemme lemme ce s'avvia
E se si riesce si reagisce...

blog imbrattato da CircoStanziale che alle 02:10 non aveva di meglio da fare | link | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 04 giugno 2008

Strapazzami tutto

Ciao Vita...
volevo fare con te un attimo il bilancio di queste ultime tre settimane...

Il 16 maggio ho festeggiato il decimo anniversario della mia maggiore età...qualcuno opinerebbe sulla data esatta, ma io me ne son sbattuto e l'ho festeggiato giocando a calcetto e facendo aperitivo con gente pressochè nuova...alle dieci e mezzo ero nel letto.
Il 18 mi rendo conto di avere avuto la brillante dimenticanza di iscrivermi ad un esame. Di per se una piccolezza, se non fosse che tale piccolezza è l'ennesima delle tante che fa traboccare il proverbiale vaso. A mio padre giustissimamente frullano le palle e iniziano a paventarsi gli aut aut.
Il 20 torno a Firenze, abbastanza di corsa perchè mio nonno sta poco bene...lo vado a salutare al passo serale, trattenendomi fino oltre le dieci...è praticamente in coma farmacologico perchè è pieno di morfina che se lo lecco mi faccio un viaggio pure io, ma almeno lo vedo che respira ancora per conto suo.
Il 21, poco dopo la mezzanotte (quindi tre/quattro ore dopo averlo salutato) il nonno saluta la curva con le sue mani callose e decide di andare a prendersi un po' di meritato riposo dalle sfighe di cui tu, Vita, non hai mancato di rifornirlo costantemente per oltre 77 anni.
Il 21, durante il pomeriggio, bello come non l'ho visto nemmeno in foto, il nonno è sdraiato nella sua bara e io coi parenti più stretti sono li a controllare che non ci si sdrai dentro anche la nonna.
Il 22 iniziano ad arrivare amici dei parenti e parenti più alla lontana...compresa la zia pazza che ci siamo palleggiati a turno secondo un preciso rituale di rotazione e con astute mosse di scaricabarile.
Nel pomeriggio lo funeralizziamo, lo trasportiamo dove sarà cremato e, presi dall'euforia, andiamo a mangiarci un gelato dal Badiani...per concludere, megacena a casa della nonna, tutti allegri per far quadrato intorno alla nonna. Paradossalmente bellissimo...era un pezzo che non sentivo mio nonno tanto presente in casa.
Il 23 la cremazione...la bara del nonno viene infornata come una pizza e a noi non resta che guardare 10 minuti il fumo che sale su dal comignolo prima di fare un'operazione degna di "Scommettiamo Che?" con rivoluzione di parte della casa della nonna comprensiva di smaltimento di residui ospedalieri e tutto ciò che può essere penoso tenere a lungo in casa.
Abbiamo giocato il Jolly sul cambio record di materasso alla badante con rimontaggio di matrimoniale.

Mi sono sentito parte di un qualcosa di più grande, di un ingranaggio che nonostante gli avessero tolto una rotella importantissima continuava comunque a girare, oliata bene.
Mi sono sentito il petalo di un fiore che in un momento di buio di stringe con tutti gli altri petali a proteggere il fragilissimo centro.

Poi son dovuto tornare a Bologna.
Abiamo perso la nostra partita di calcetto (quarto di finale) pur giocando benino. Il giorno dopo abbiamo perso quella del calcetto femminile che "alleno" nonostante le ragazze abbiano giocato benissimo.
Nel frattempo, giusto per gradire, l'egocentrismo della mia ex è tornato a bussare alla mia porta...meno male che il mio è per ora riuscito a tenere alla larga il suo.

Ero anche riuscito a riprendere un pelo a studiare...a fare qualche sincero sorriso...poi oggi mi dicono che un ragazzo che conoscevo, 33 anni, sempre allegro, sorridente, bravissimo disegnatore oltre che creativo e persona di tutto rispetto (ma soprattutto un individuo cui, nonostante non lo conoscessi benissimo, volevo un gran bene) è stato stroncato da un malore.

Ora, Cara Vita...
Durante l'allenamento delle ragazze ho cercato di non lasciar trasparire nulla (e forse ce l'ho fatta), ma nel silenzio della mia cameretta ho tolto il freno a mano alle lacrime e le ho lasciate sgorgare un po'...
So che ne ho tante alter da sfoggiare il giorno del funerale...

In conclusione, Cara Vita, quello che volevo chiederti è:
Ma non è che se, invece di accoltellarmi ripetutamente al fegato, mi sgozzi, fai prima?

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categorie: circovision, tra me e me c è uno sconosciuto, pensieri circostanziali