Stamattina c'erano gli esami di stato in facoltà.
C'era pure lei.
Con Nicola.
Son dovuto venire via o facevo una strage.
E stare così mi fa incazzare quasi di più di quello che mi ha portato a stare così.
Perché la faccenda è che razionalmente sono ampiamente oltre questa storia (finita da talmente tanto tempo che mi son venuto a noia da solo a parlarne): mi guardo intorno, mi piacerebbe trovare un'altra persona che mi occupi i pensieri (cosa che lei non fa più da tempo), non mi struggo più nel dolore della perdita né mi rammarico di quanto abbia potuto perdere lei non avendomi più intorno.
Razionalmente, di lei e di quello che c'è stato tra noi, non me ne frega più una beneamata minchia.
Tornasse da me in ginocchio piangendo dicendomi "Torniamo insieme o mi ammazzo", avrei probabilmente un certo gusto subdolo nel sibilarle di rimando "Fai quel che ti pare, ma insieme non torniamo". Davvero.
Quello che mi fa incazzare come una madre cui portano via per sempre il figlio appena nato è il fatto che visceralmente, non mi riesce ancora di passarci sopra.
Quando la vedo, che sia da sola o in compagnia, mi si chiude ancora la bocca dello stomaco e mi prende l'irresistibile voglia di sbucciarmi le nocche a furia di cazzzotti.
Sulla sua faccia o su un punching-ball non farebbe differenza.
Ed è questo che mi fa incazzare. Non tanto il magone in sé. In due minuti mi passa e SO che è dovuto al fatto, molto stupido e banale, di non avere un'altra persona su cui investire i miei pensieri.
Quello che mi fa incazzare è appunto il fatto di star male quei due minuti. Perché io SO che non dovrei, perché non sto male razionalmente, non ho una sensazione di privazione...ho solo una risposta viscerale ed incontrollabile.
E questo non lo sopporto...