Le delicate dinamiche di equilibrio che si vengono a creare nella convivenza con altre persone, sono la cosa più fragile che esista al mondo.
Basta un capello sul lavello per scatenare un putiferio.
Se poi una delle creature che divide con te l'affitto è ottusa come un angolo di 359°, educata come una bestia, con la quale condivide anche le raffinate esigenze, beh il problema si complica.
Ad oltre un anno dall'accensione del blog, mi accingo a descrivere uno dei più grossi nei della mia vita bolognese, neo per altro rinato a settembre e solo ultimamente esploso in qualcosa di più grosso, nello specifico un sertolioma che, come chi bazzica l'ambiente medico sa, è difficile togliersi dalle palle.
Si trattano di 95 Kg di argentino (ma forse si passa anche il quintale), mento prominente (forse anche un po' di prognatismo), chioma fulva, barba folta, rutto libero e potente, braccia enormi, con un diesel cerebrale e una morosa maleducata et rompicoglioni.
Costui denuncia raffinatissime esigenze che, per usare una frase da lui leggiadramente coniata, si sintetizzano in:
"io per me basta che mangio, piscio, cago e trombo...e poi devo anche dormì...ma se mi capita davanti una bella figa e c'ho fame prima mangio e poi la trombo!".
Ultimamente inizio a non sopportarlo più. Saranno i rutti con cui mi sveglia (se riesco un giorno ne registro uno e ve lo faccio sentire perchè a raccontarli non ci credete), sarà la lentezza imbarazzante con cui arriva sulle cose (lo so, sono snob e stronzo inside, ma a me gli stupidi mi infastidiscono), sarà l'ingombrante mania di non farsi mai i cazzi suoi e di fare il terzo grado a tutti quanti su ciò che fanno, sarà il fatto che ti si appiccica addosso fastidioso come una zecca e ovunque vada voglia esserci anche lui giusto per guastarti la festa, sarà il rumore dal quale pare dipendere la sua esistenza (se non fa rumore per più di quindici secondi secondo me è convinto di morire...se non fischietta tamburella le dita, o rutta, o scorreggia, o suona lo djembe, o la chitarra, o canta a squarciagola con tonalità da gatto in amore, o parla, o tira su col naso ettolitri di muco...quando pensa si sente il cigolio delle rotelle...), sarà l'atavico egoismo con cui si getta sulle cose (specialmente se son pentole piene di pastasciutta), sarà che si comporta come se avesse dodici anni e gli devi spiegare le cose come ad un bambino che fa le ripicchine...ma vorrei che lo rapissero gli alieni e che, resisi conto dell'errore, lo lasciassero sul primo pianeta che hanno a tiro.
Ok, lo so, sono partigiano, fazioso, tendenzioso e soprattutto non gli lascio la possibilità di replicare...ma d'altronde non abbiano tutti noi un blog per sputar sentenze sul mondo tutto dall'alto della nostra innata spocchia? (così quando lo sputazzo colpisce, dall'alto, fa più danno)...
Ti alzi di notte per andare a pisciare e di sottofondo un tippettìo accompagna i tuoi movimenti, ogni tanto rumori di grattamenti strani provengono da dietro la porta dell'antro.
Un odore particolare ti assalta alla gola di sorpresa, prima che tu possa difenderti.
Eh si. L'inquilino non pagante lo percepisci prima tramite olfatto e udito, poi con gli occhi.
Trattasi di N. esemplare di notevole fattura, secondo gli standard dell'ENCI, di Cirneco dell'Etna che popola "L'Apparamento", lo sporca, parassita la tavola e non paga l'affitto. E unica donna in casa.
E, peraltro, unico soggetto di questi lidi nato all'interno di queste mura al volgere della fine del 2003.
Degna figlia di sua madre è l'incarnazione della colpevolezza, oltre che la nostra coscienza professionale. (Sì, siamo tutti veterinari qui dentro)
Come entri in casa sai già se ha combinato dei danni dalla sua ubicazione all'interno de "L'Appartamento". Se ti accoglie alla porta, con gran profusione di salti, scodinzolii, qualche abbaio e quella frenesia incontrollata della gioia di ritrovare una persona creduta per dispersa, puoi star sicuro che si è comportata bene. Se invece entri e c'è silenzio, solo un ritmico tippettio in lontananza, proveniente dalla camera che condivide con R., la beata incoscienza nonchè suo padrone ufficiale, devi star attento a dove metti i piedi. Potrebbe averla fatta, non necessariamente grossa.
La sua presenza pressochè costante ne "L'Appartamento" è motivo di relax per tutti in periodi di calma e di stress dal valore aggiunto nei periodi di tensione. Quando sei tranquillo non ti caga di striscio se non durante i pasti, appoggiando il suo musetto dall'occhio acquoso sulla tua coscia, in attesa di un tuo regalino gastronomico. Se sei tendenzialmente incazzato non farà altro che molestarti per tutta la durata del pasto con quel fastidiosissimo occhio supplicante un'elemosina, accanendosi sulle tue gambe ed importunandoti non solo con il ghigno, ma addirittura tentando di mangiarti nel piatto arrampicandosi su di te.
Dall'intelletto non molto fino, cerca di afferrare al volo qualsiasi cosa le si lanci. Il più delle volte sbaglia mira e non riesce nell'intento, ma ci va sempre molto vicina quando svolazzano dalle sue parti noci e qualsiasi altra cosa le tiriamo per manifestare la nostra supremazia intellettuale nei suoi confronti.
Uno stupido cane, insomma.
A cui tutto sommato vogliamo bene.
Ed effettivamente si, avete ragione...assomiglia in modo incredibile al Piccolo Aiutante di Babbo Natale dei Simpson.
Mi piace scrivere ascoltando musica. Il mediaplayer riproduce a medio volume uno swing-jazz giapponese, Yokko Kanno nelle sue produzioni per il cartone animato "Cowboy Bebop". Lo so, sono un bambinone, come la maggior parte dei maschietti under 30 del resto.
Il giorno che deciderò di crescere fatemelo notare, che vedrò di fare un passo indietro.
Ma veniamo a noi.
Molta gente, in vari momenti della propria vita, si trova a dover fare delle scelte che condizioneranno tutti gli eventi futuri. Una delle più importanti è quella che si presenta alla fine del liceo, quando uno deve scegliere l'indirizzo degli studi successivi e che, in un modo o nell'altro, lo catapulteranno nel mondo degli adulti e del lavoro.
La mia scelta mi ha portato a cambiare città, a dovermi districare in un mondo nuovo ed inesplorato. Ho imparato ad essere indipendente, se non dal punto di vista economico, per lo meno da quello dello stile di vita.
Ecco che alla tenera età di 19 anni mi sono trovato in quel di Bologna (anzi, nelle più desolate lande dalla nebbiosa pianura padana, alle pendici dei colli e lontano dal centro cultural-giovanile della città) a frequentare i corsi di Medicina Veterinaria.
"Chebbello il veterinario!" mi dice la gente che non conosco.
Un po' per modestia, forse, un po' perchè tutt'ora mi resta il latente dubbio di aver commesso una clamorosa cazzata, cerco di ridimensionare e sparo un po' a zero sulla categoria. Ma fa parte della mia indole di brontolone ipercritico il criticare a priori. Mi stupisco sempre molto di più quando noto dei lati positivi.
Ma non è di questo che stavamo parlando, bensì dell'ambiente che mi sono trovato di fronte.
Momentaneamente sorvolo sui primi tre anni e sulle condizioni di vita ai limiti del sopportabile a cui mi sono sottoposto, avrò tempo in futuro di fare questo tipo di rimpatriate.
Meglio concentrarsi sul presente.
Mi accingo quindi ad introdurre i componenti de "L'Appartamento", autocitandomi (e modificando un po' i termini e le funzioni dei membri) da un altro blog.
"L'Appartamento", ormai diventato un marchio di fabbrica per intrattenimento di qualità in quel di Big Ostery e dei dintorni della Fuckoltà, sta perdendo il suo decano, la sua coscienza igienica.
A tutto questo si aggiunge N., la coscienza professionale, l'inquilino non pagante che andrò a descrivere nel prossimo post.