Mi piace scrivere ascoltando musica. Il mediaplayer riproduce a medio volume uno swing-jazz giapponese, Yokko Kanno nelle sue produzioni per il cartone animato "Cowboy Bebop". Lo so, sono un bambinone, come la maggior parte dei maschietti under 30 del resto.
Il giorno che deciderò di crescere fatemelo notare, che vedrò di fare un passo indietro.
Ma veniamo a noi.
Molta gente, in vari momenti della propria vita, si trova a dover fare delle scelte che condizioneranno tutti gli eventi futuri. Una delle più importanti è quella che si presenta alla fine del liceo, quando uno deve scegliere l'indirizzo degli studi successivi e che, in un modo o nell'altro, lo catapulteranno nel mondo degli adulti e del lavoro.
La mia scelta mi ha portato a cambiare città, a dovermi districare in un mondo nuovo ed inesplorato. Ho imparato ad essere indipendente, se non dal punto di vista economico, per lo meno da quello dello stile di vita.
Ecco che alla tenera età di 19 anni mi sono trovato in quel di Bologna (anzi, nelle più desolate lande dalla nebbiosa pianura padana, alle pendici dei colli e lontano dal centro cultural-giovanile della città) a frequentare i corsi di Medicina Veterinaria.
"Chebbello il veterinario!" mi dice la gente che non conosco.
Un po' per modestia, forse, un po' perchè tutt'ora mi resta il latente dubbio di aver commesso una clamorosa cazzata, cerco di ridimensionare e sparo un po' a zero sulla categoria. Ma fa parte della mia indole di brontolone ipercritico il criticare a priori. Mi stupisco sempre molto di più quando noto dei lati positivi.
Ma non è di questo che stavamo parlando, bensì dell'ambiente che mi sono trovato di fronte.
Momentaneamente sorvolo sui primi tre anni e sulle condizioni di vita ai limiti del sopportabile a cui mi sono sottoposto, avrò tempo in futuro di fare questo tipo di rimpatriate.
Meglio concentrarsi sul presente.
Mi accingo quindi ad introdurre i componenti de "L'Appartamento", autocitandomi (e modificando un po' i termini e le funzioni dei membri) da un altro blog.
"L'Appartamento", ormai diventato un marchio di fabbrica per intrattenimento di qualità in quel di Big Ostery e dei dintorni della Fuckoltà, sta perdendo il suo decano, la sua coscienza igienica.
A tutto questo si aggiunge N., la coscienza professionale, l'inquilino non pagante che andrò a descrivere nel prossimo post.