L'omino buffo dice di se:

Utente: CircoStanziale
Nasco imbecille e vado avanti così. Ebbi i Natali (e anche le Pasque) a Firenze, ivi crebbi. Al momento inseguo porci e bestievarie vicino Bologna. Dovrei diventare veterinario. Forse. Per ora mi limito ad esser Parco, di Divertimenti.

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mercoledì, 31 maggio 2006

Introduzione a "L'Appartamento"

Mi piace scrivere ascoltando musica. Il mediaplayer riproduce a medio volume uno swing-jazz giapponese, Yokko Kanno nelle sue produzioni per il cartone animato "Cowboy Bebop". Lo so, sono un bambinone, come la maggior parte dei maschietti under 30 del resto.
Il giorno che deciderò di crescere fatemelo notare, che vedrò di fare un passo indietro.

Ma veniamo a noi.

Molta gente, in vari momenti della propria vita, si trova a dover fare delle scelte che condizioneranno tutti gli eventi futuri. Una delle più importanti è quella che si presenta alla fine del liceo, quando uno deve scegliere l'indirizzo degli studi successivi e che, in un modo o nell'altro, lo catapulteranno nel mondo degli adulti e del lavoro.
La mia scelta mi ha portato a cambiare città, a dovermi districare in un mondo nuovo ed inesplorato. Ho imparato ad essere indipendente, se non dal punto di vista economico, per lo meno da quello dello stile di vita.

Ecco che alla tenera età di 19 anni mi sono trovato in quel di Bologna (anzi, nelle più desolate lande dalla nebbiosa pianura padana, alle pendici dei colli e lontano dal centro cultural-giovanile della città) a frequentare i corsi di Medicina Veterinaria.
"Chebbello il veterinario!" mi dice la gente che non conosco.
Un po' per modestia, forse, un po' perchè tutt'ora mi resta il latente dubbio di aver commesso una clamorosa cazzata, cerco di ridimensionare e sparo un po' a zero sulla categoria. Ma fa parte della mia indole di brontolone ipercritico il criticare a priori. Mi stupisco sempre molto di più quando noto dei lati positivi.

Ma non è di questo che stavamo parlando, bensì dell'ambiente che mi sono trovato di fronte.
Momentaneamente sorvolo sui primi tre anni e sulle condizioni di vita ai limiti del sopportabile a cui mi sono sottoposto, avrò tempo in futuro di fare questo tipo di rimpatriate.
Meglio concentrarsi sul presente.

Mi accingo quindi ad introdurre i componenti de "L'Appartamento", autocitandomi (e modificando un po' i termini e le funzioni dei membri) da un altro blog.

"L'Appartamento", ormai diventato un marchio di fabbrica per intrattenimento di qualità in quel di Big Ostery e dei dintorni della Fuckoltà, sta perdendo il suo decano, la sua coscienza igienica.

Ebbene si, perchè "L'Appartamento" deve il suo successo non tanto allo spirito goliardico con cui organizza feste o intrattiene gli ospiti, ma al fatto che è formata da coscienze che sollevano chi ci frequenta dall'onere di doverne avere una.
Per cui c'è S., la coscienza alcoolica, che battezza ogni nuovo componente aspergendolo di acquavite in una prova di resistenza ai limiti dell'umano. Tutti i componenti de "L'Appartamento" sono passati per la sua approvazione in un testa a testa all'ultimo cicchetto riportandone le congrue conseguenze.
C'è D., la coscienza politica, capace di tenere comizi da solo su ogni spinoso argomento del vivere un po' meno comune.
Mi ci metto anche io, in qualità di coscienza informatica, visto che per ora in un modo o in un altro sono riuscito a risolvere quasi tutti gli impicci elettronici che mi sono stati proposti.
C'è B., la coscienza goliardica, che è sempre il primo a proporre divertissements, dopofestivals, motti, frizzi, lazzi e quel che ci sta intorno.
Abbiamo R., la beata incoscienza, perchè in un mondo come questo spesso e volentieri non capirci un tubo ti salva da tutto.
E infine ci sta lasciando A., il Doc.
Sia chiaro, niente di grave (sebbene l'età possa farlo pensare), semplicemente si trasferisce. Se ne torna nella sua Pesaro, vicino ad un lavoro che, a dispetto di noi, non gli arricchisce solo lo spirito ma anche (finalmente!) un po' le tasche.
Tra l'altro affiderà a me lo scettro di anziano...per la prima volta in vita mia mi troverò ad essere il più vecchio della casa...
E questo ritorno è un lento stillicidio, un weekend dopo l'altro si porta via un pezzo di se che per me ha sempre fatto parte de "L'Appartamento".
Me ne sono tornato in casa dopo quindici giorni di tirocinio e un buco vuoto era al posto dei suoi DVD. Oggi, sotto la televisione comunitaria del privè, mancava il sistema del Dolby (gli oggetti del Doc sono oggetti molto tecnici e tecnologici).
Piano piano, pezzo per pezzo, ci lascerà...
 
Dobbiamo stare attenti che non si fotta qualcosa!...

A tutto questo si aggiunge N., la coscienza professionale, l'inquilino non pagante che andrò a descrivere nel prossimo post.

Benvenuti ne "L'Appartamento"!

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