L'omino buffo dice di se:

Utente: CircoStanziale
Nasco imbecille e vado avanti così. Ebbi i Natali (e anche le Pasque) a Firenze, ivi crebbi. Al momento inseguo porci e bestievarie vicino Bologna. Dovrei diventare veterinario. Forse. Per ora mi limito ad esser Parco, di Divertimenti.

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sabato, 05 dicembre 2009

Scapigliato

Capita.
Per un motivo o per un altro, non ha importanza.
Capita.
Per una botta di culo o un accesso di sfiga, non è ben definibile.
Capita.
Facendoti accorgere che è l'esatto momento in cui hai smesso di cercare, che hai trovato.
Capita.
Proprio quando sei intasato di impegni come non eri da anni.
Capita.
Facendoti tornare a vestire i panni del regista di paranoie, perché non si può smettere di star male di botto.
Capita.


E quindi, quando trovi un motivo estremamente valido per fare le ore piccole (o little hours), la mattina dopo ti svegli un po' così.

Spettinato.
Nell'animo.

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categorie: circovision, tra me e me c è uno sconosciuto, pensieri circostanziali, soddisf-azioni
lunedì, 30 novembre 2009

Fantasie

"Sono stanco di immaginarmi le cose.
Perché le fantasie per definizione sono irreali.
Quasi mai portano a vere sorprese e quasi mai soddisfano.
E mi hanno stancato.
Di quasi tutto mi sono stancato..."

Rob Gordon (John Cusack) - Alta Fedeltà  (2000)


Ecco. Credo di pensarla così. Ma non sono sicuro di essermi stancato delle mie fantasie...

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categorie: pensieri circostanziali
sabato, 28 novembre 2009

John Spartan

Avete presente Demolition Man?
Quel film con Stallone, Wesley Snipes e Sandra Bullock?
Quello dove nel futuro vengono scongelati un supercattivo e un superpoliziotto?
Quello dove far finta di vivere è diventata la vita vera?

Beh, chi l'ha visto vada pure avanti, chi non l'ha viisto sappia che, oltre ad esseri perso una pietra miliare degli action-movie dello scorso decennio, qui di seguito troverà uno spoiler.

Ora, se l'avete visto sicuramente vi ricorderete la scena in cui John Spartan, colto da numerosi crucci, si mette a sferruzzare come una comare.
E tira fuori un golfino rosso a losanghe.
Quello faceva parte del suo ricondizionamento cerebrale, o una roba del genere.

Ecco.
Io credo che mi abbiano fatto una cosa del genere perché non mi riesco a spiegare come mai, il sabato mattina, quando stendo i panni, mi canticchio in testa i primi secondi di questa roba qui:


Mentre rimugino su sto fatto, posso andare a lavurà...

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venerdì, 27 novembre 2009

Ogni sospetto ha la sua conferma

Un SMS della mia coinquilina, amica da tempo con la dote splendida della semplicità assoluta e dell'innocente schiettezza, mi ha finalmente confermato che il nano peloso e la mia ex hanno una relazione.

Ora. Da un punto di vista sentimentale, m'importa una mazza. Nel senso che sono abbastanza coerente con quanto detto l'altro giorno.
Lui lo conosco poco, anzi, praticamente non ne so nulla...lo conosco solo di vista e non sono così meschino da basare il mio totale giudizio su di lui solo dal punto di vista fisico. Ma a pelle è una persona che non mi piace e che non mi piaceva nemmeno quando io e la mia ex stavamo insieme.

Quindi questa conferma sferra un colpo basso alla mia autostima, giacché da bravo uomomedio quale sono, non fare paragoni mi è difficile, anche se mi sforzo di mantenere il debito distacco.

Meno male che l'amica coinquilina è anche donna di mondo che sa farmi vedere le cose dal lato giusto:
"Io non la conosco. Ma vista la scelta non mi aspetto chissà che altezza di spirito"


C'ha ragione.

E io adesso me la rido sotto i baffi...

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martedì, 24 novembre 2009

De amicitia

Ora.
Io sono generalmente ben predisposto verso il genere umano.
Mi resta abbastanza difficile volere male, a priori, a chicchessìa.
Nel senso che se ignoro qualcuno, non lo faccio volontariamente [con un'unica e sola eccezione], ma, semplicemente, non mi viene di - pensare/avere voglia di passare il tempo con/avere specifici sentimenti per - quella determinata persona. Senza alcun tipo di cattiveria.

Il fatto di essere ben disposto in generale, però, mi porta anche ad essere piuttosto selettivo nei confronti di chi mi piace avere intorno.
Quindi, sebbene sappia benissimo che avere/dare l'amicizia virtuale NON È come essere amici per davvero, NON È come avere vicino qualcuno che ti conosce davvero per come sei e che sa come prenderti o capisce quello che c'è scritto tra le righe, io dò comunque a questa pratica di amicizie virtuali un senso.
Voglio dire, di avere un numero X (con X sufficientemente elevato) di amici virtuali, di cui non conosco il nome di battesimo, me ne sciaguatto allegramente le balle.
Nel senso che preferisco chiedere l'amicizia a persone di cui leggo il blog e che, in un modo o nell'altro, so che passano sul mio...
Perché prima di diventare amico di qualcuno, ci si deve annusare reciprocamente un po', capire di essere compatibili e poi, a quel punto, si può diventare amicici virtuali.
Non è che a quel punto diventiamo legati da questo vincolo inscindibile che ci renderà BFF, ci siamo solo detti che ci si sta simpatici vicendevolemente...ma almeno ce lo siamo detti a ragion veduta!

Adesso quindi io mi chiedo: quale meschina vita deve avere colui che chiede amicizia random a tutti quelli che vede loggati?
Davvero avere Xmila amici gli rende la vita più piena, se di nessuno (o solo di una minima percentuale di essi) ha letto il rispettivo blog (e spesso viceversa)?
In una realtà come quella dei social network dove chiunque può fingersi chiunque e con un numero indefinito di account, avere tutti quegli sconosciuti tra gli amici ha un senso?

Ora, so che queste domande cadranno nel vuoto, ma per lo meno mi scrivo un topic unico da linkare a tutti quelli che, solo perché mi han visto connesso, mi chiedono amicizia.

Spero di non venir considerato una persona arida...ma di essere "amico" di una persona che non conosco, nemmeno marginalmente, NON HO VOGLIA!

E scusate lo sfogo.

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domenica, 22 novembre 2009

Io sono un albero

Io sono un albero.
Perché per vivere ho bisogno di avere i piedi piantati per terra.
Perché non posso allontanarmi troppo dalle mie radici o deperirei.
Perché pur avendo i piedi piantati per terra, cerco di elevarmi il più possibile.
Perché se passa un uragano NON RIESCO a rimanere pettinato (per rubare una splendida espressione ad un caro amico), ma se anche l'uragano mi sbatacchia tremendamente, finché non mi scalza da terra non mi ammazza.
E sono casa per tarli, che rodono dentro e cercano di indebolirmi da li. Ma finché non sono troppi, non mi spezzerò nel mezzo.
E in primavera e in estate rifiorisco e divento splendido, mentre nel letargo invernale mi spengo un po', perché il metabolismo mi si rallenta.
E spesso pensieri volatili mi si appollaiano in testa, qualcuno ci fa il nido e ci resta un po'. Ma sempre, inevitabilmente, volano via. Qualche splendido esemplare di idea geniale, ogni tanto, ha fatto una fugace sosta, ma velocemente come si è posata, è volata via di nuovo.
E quindi si. Io sono un albero.
E per il bene degli alberi, i rami secchi van potati.

E se possibile, bruciati.

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categorie: circovision, pensieri circostanziali
giovedì, 19 novembre 2009

Monco

Mi mancano le mani.

Mani che mi accarezzino la testa, mentre son concentrato a far qualcosa.
Mani da stringere e confortare, quando ho paura del futuro.
Mani da baciare, solo perché sono li.
Mani che mi massaggino il collo, quando la cervicale non mi dà pace.
Mani che mi stringano o mi graffino la schiena, quando è il momento adatto.
Mani da tenere nelle mie, mentre passeggio.
Mani che mi aiutino a cucinare.
Mani che mi abbraccino, quando sono un po' giù.

E la cosa buffa qual è?
Che invece di andare a cercarle, me ne sto qui, aspettando che arrivino.

Con le mani in mano...

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mercoledì, 18 novembre 2009

Dedica a vuoto...





Che poi alla fine, proprio a vuoto non è...

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Testa di Basso

Ora, so che è difficile crederlo. Ma son stato bambino pure io.
E da bambino ero figlio di due ragazzini, perché quando son nato mio padre doveva ancora compiere 23 anni e mia madre non ne aveva nemmeno 20.

Quando mio padre aveva la mia età, io andavo alle elementari e mia sorella finiva l'asilo.
E questa penso sia stata la mia grandissima fortuna. E ne sono stato conscio fin da allora.
Al di là di tutte le considerazioni pedagogico/evolutive che possono venir fuori dal fatto di esser cresciuto insieme ai miei, di rimbalzo a loro ho potuto vivere gli strascichi degli anni '70 che si tuffavano prorompenti negli '80.
Di tutte le rivoluzioni che si sono realizzate in quegli anni quella che mi ha colpito in pieno non è stato il boom dell'industria e del miracolo italiano, non è stata l'apertura delle prime frontiere, non è stato il muro di Berlino...è stata la rivoluzione musicale.

Perché io, la musica, ho iniziato a sentirla ancora prima di nascere.
Nella pancia di mia madre, seguivo le vibrazioni che mi arrivavano da fuori. Non che ne capissi molto, ma probabilmente le note che meglio si propagavano in mezzo a tutti quei sughi amniotici, erano le note basse e credo sia per questo che sono sempre stato particolarmente legato ed attratto dai riff ritmici.

La prima canzone di cui ho memoria storica è un singolo innovativo, per l'epoca, che denunciava i cambiamenti che di li ad un decennio avrebbe portato alla MTVgeneration.
Ebbene si, il mio imprinting musicale fu Video Killed The Radio Star dei Buggles. Suppongo che le origini del mio odio viscerale per i dARI o per i ToNkio Hotel siano da ricercarsi qui.
Probabilmente è colpa/merito anche di questa canzone se son nato imbecille e sono andato avanti così.

Ho infatti avuto un'evoluzione musicale atipica per quelli della mia generazione.
Mi sono totalmente perso il Grunge, ad esempio: per me Kobain è sempre stato un biondino capellone che non sapeva cantare e che fumava troppo. E mentre i miei amici si mettevano jeans strappati, si lasciavano crescere i capelli e avrebbero voluto avere la barbetta incolta io cercavo di capire come facesse a stare in equilibrio su una gamba sola e a suonare il flauto traverso quel demonio di Ian Anderson.
Nel periodo del liceo i miei compagni di classe ascoltavano gli Iron Maiden a palla mentre io spluciavo tra i 45 giri di mio padre in cerca di ritmi funky da discomusic, quella degli anni '70 (come canta Elio).
Agli Smashing Pumpkins ribattevo con Paul Simon e, ahimé, Pino Daniele.

E poi ho compiuto 17 anni. Ho comprato Follow The Leader dei Korn che nessuno ancora sapeva chi fossero, ho scoperto gli Skunk Anansie grazie ai due singoli presenti nella colonna sonora di Strange Days (si tratta di Selling Jesus e Feed, per i curiosi) mi son fatto arrivare Home dei Sevendust apposta dagli USA solo per il singolo Licking Cream in cui cantava anche Skin (e ne è stravalsa la pena)...insomma, mi son fatto il mio bel giro nel rock peso sempre un passo prima dei miei amici.

E poi ho fatto un passo indietro. Ho deposto le armi dell'adolescenza e penso di essermi musicalmente un po' evoluto. Ho lasciato da parte growl, headbanging e poghi per andare ad apprezzare il più riflessivo Jazz.

E quindi dopo Jarrett, Petrucciani, Metheney, ho esplorato un po' di fusion, anche brasiliana, tipo con gli Azymuth (che i più teledipendenti non potranno non associare al faccione di Gianni Minoli e ai primi esperimenti di grafica 3D) .

Insomma, ho ascoltato di tutto, ma sempre al basso e alla ritmica son stato legato. Quando gli amici di cui sopra avrebbero voluto avere i ricci di Slash e lo scimmiottavano con la sigaretta pendente dal labbro e la papalina in testa (perché è sempre stato un po' difficile trovare una tuba), io volevo essere pelato e suonare come Saturnino.
Ci ho pure provato a suonare il basso. Ho tenuto un Fender tra le mani per un intenso pomeriggio, cercando di capire come maneggiarlo.
Ed è stato come tornare ragazzino, quando ti trovi ad avere i primi strusciamenti amorosi, che hai un'idea molto ben precisa di dove mettere le mani, ma non sai come farcele arrivare e soprattutto l'inesperienza ti rema contro. Desistetti.
La faccenda è che non ho la costanza necessaria per suonare. E mi limito ad ascoltare. Più che posso.
Ecco che quindi giusto ieri mi accingo ad ampliare le mie conoscenze in questo senso e ad ascoltare un po' di uno dei miti del basso, Jaco Pastorius. Per completezza mi leggo un po' della sua biografia...


Se avessi saputo che era LUI il bassista dei Weather Report quando hanno inciso Heavy Weather, cavolo, probabilmente adesso suonerei il basso...

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lunedì, 02 novembre 2009

Mondostrano

Perché ti capita che vai a fare un po' di spesa per la sera e i giorni a venire. Nulla di che, ma visto che domani pomeriggio la coop è chiusa ti fai un po' di provvista di carnazza, qualche birretta e l'occorrente per il paniname del pranzo di mercoledì che lavori.
E poi vedi due ragazze che fanno la spesa insieme e ci butti l'occhio, perché, dopo tutto, sei di nuovo sulla piazza e sei tornato a guardarti intorno...
E quindi vedi la più belloccia delle due che si abbarbica all'altra e, nel reparto vini/ciabatte/cibopercani/superalcolici, prova a metterle la lingua in bocca, riuscendoci solo per pochi centimetri.
Ora, l'amore saffico ha per me qualcosa di misterioso. Perché non ho idea di come una donna possa amare un uomo, figuriamoci di come una donna possa amare un'altra donna...
Non che abbia nulla in contrario, alla fine son dell'idea che ognuno sia libero di voler bene a chi e come gli pare...però, cavoli...ci son rimasto malissimo...
Li per li ho glissato, diretto il mio sguardo ai surgelati pronti da cuocere, per non mostrare alle due amanti la mia debolezza, il mio aver acccusato il colpo.
Che pensino pure che il mio tergiversare sia nato dal disagio di vedere una coppia gay, non mi interessa...
Il fatto però è che, se fossero stati due uomini, non mi avrebbe fatto né caldo, né freddo...ma due donne...cavoli...due donne...

PORCO CANE! GIÁ È UN CASINO TROVARE UN DONNINO DECENTE PER CONTO MIO...SE POI COMINCIATE ANCHE A LIMONARE TRA DI VOI...QUESTA È CONCORRENZA SLEALE!!

Mi sa che andrò a correre, per smaltire un po' il senso di uffosità che c'ho addosso...

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