Nasco imbecille e vado avanti così.
Ebbi i Natali (e anche le Pasque) a Firenze, ivi crebbi.
Al momento inseguo porci e bestievarie vicino Bologna. Dovrei diventare veterinario. Forse.
Per ora mi limito ad esser Parco, di Divertimenti.
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Capita.
Per un motivo o per un altro, non ha importanza.
Capita.
Per una botta di culo o un accesso di sfiga, non è ben definibile.
Capita.
Facendoti accorgere che è l'esatto momento in cui hai smesso di cercare, che hai trovato.
Capita.
Proprio quando sei intasato di impegni come non eri da anni.
Capita.
Facendoti tornare a vestire i panni del regista di paranoie, perché non si può smettere di star male di botto.
Capita.
E quindi, quando trovi un motivo estremamente valido per fare le ore piccole (o little hours), la mattina dopo ti svegli un po' così.
I am he as you are he as you are me
and we are all together
See how they run like pigs from a gun
see how they fly
I'm crying
Sitting on a cornflake
Waiting for the van to come
Corporation T-shirt, stupid bloody Tuesday
Man you've been a naughty boy
you let your face grow long
I am the eggman
they are the eggmen
I am the walrus
Goo goo g' joob
Mr. city policeman sitting
pretty little policemen in a row
See how they fly like Lucy in the sky
See how they run
I'm crying
I'm crying, I'm crying
Yellow matter custard
Dripping from a dead dog's eye
Crabalocker fishwife
Pornographic priestess
Boy, you've been a naughty girl
you let your knickers down
I am the eggman
They are the eggmen
I am the walrus
Goo goo g' joob
Sitting in an English garden
waiting for the sun
If the sun don't come you get a tan
from standing in the English rain
I am the eggman
They are the eggmen
I am the walrus
Goo goo g' joob
Expert, texpert choking smokers
don't you think the joker laughs at you
See how they smile like pigs in a sty
See how they snide
I'm crying
Semolina pilchard
climbing up the Eiffel tower
Elementary penguin singing Hare Krishna
Man, you should have seen them kicking
Edgar Allan Poe
I am the eggman
They are the eggmen
I am the walrus
Goo goo g' joob
Goo goo g' joob
Goo goo g' goo
goo goo g' joob goo
juba juba juba
juba juba juba
juba juba juba juba
juba juba
Oggi in sei ore ho fatto un sitarello di cui vado molto soddisfatto...soprattutto grazie al sorriso del committente, che lo era quanto me...
Non è stato tutto tempo sprecato, quello dedicato al cazzeggio. Non lo è affatto stato...
E c'è che oggi non hai un tubo di voglia di studiare e allora dici che tanto vale perdere del tempo al PC dietro la tesi. E inizi a scrivere il primo capitolo che poi in realtà sarà il terzo o il quarto perchè è l'unico che puoi scrivere adesso senza i dati che ha solo il prof, che è l'unico che puoi scrivere senza bibliografia, che è l'unico che puoi scrivere perchè, beh, devi solo descrivere cosa hai fatto per due mesi chiuso dalle 8 la mattina alle 7 la sera in un ospedale veterinario a Canton, Masachussetts, questa primavera.
E allora parti a descrivere la scheda che hai fatto in quattro e quattrotto prima di partire per raccogliere miriadi di dati inutili e qualche dato interessante, la evisceri e ne esponi in bella mostra le interiora, in modo che quegli imbecilli dei professori che saranno presenti in commissione possano capire esattamente cosa ti ha spinto a creare una scheda di questo tipo. Che a te pare una stronzata, ma ultimamente ti rendi conto che ciò che per te è banale, per buona parte di una fetta di mondo che a lungo nella tua vita ti è stata preclusa (per frequentazioni abituali, ceto sociale originario, luoghi frequentati) è sopra le comuni aspettative.
Anche il solo fatto che se fai due minuti di straordinario per concludere un lavoro che hai a mezzo non è che muori, è per molti inconcepibile e motivo di scherno (ah, viva l'italia).
Dicevamo che quindi ti metti a scrivere la tesi, o meglio la fuffa che farà da riempitivo alla tesi, e provi a guardare com'è strutturata una tesi analoga alla tua che ti ha passato sotto banco il prof e che, sebbene informaticamente organizzata coi piedi, sembra fatta anche benino.
Stanotte, per altro, ti sei ripromesso di spulciarne la bibliografia e cercare articoli che potrebbero andare bene anche per te.
E poi arriva una certa ora che ti sei rotto un po' le palle di scrivere fuffa e cercare di fare un lavoro coscenzioso esponendo tu per primo i difetti della tua scheda che teoricamente è un gioiellino ma nella pratica, avendo a che fare con individui (sia umani che animali) del tutto unici e particolari, con molte delle cose che chiedi non ci fai nemmeno la birra. O un teino slavato.
Al che decidi che visto che sabato e lunedì hai fatto sollevamento pesi, spaccandoti la schiena nel battesimo dell'ordine da oltre 100 colli, decidi che oggi per defaticare devi battere il tuo record sui 3000.
Prepari la playlist, esci dal pigiama in cui sei stato a crogiolarti tutto il giorno, inforchi i calzini fighi che sono di spugna ma come fantasmini senza stinco, le scarpe da corsa, i pantaloncini e la maglietta smanicata neri che quando esci sembri una brutta copia di Nadal, senza fisico e senza capelli.
E parti, lanciato.
Mentre fai il primo chilometro si girano tutti a guardarti, perchè sei figo, sei serio, sei determinato e non respiri ancora con la bocca. In realtà con la bocca cominci a respirare dopo 200 metri, ma va bene perchè oggi hai deciso che devi battere il record dei 13' 54" della scorsa settimana.
E il primo chilometro lo chiudi in 4' 19" che li per li ti sembra un'enormità, che pensavi di averlo fatto, in genere, in 3 minuti e mezzo. E poi ti ricordi che invece sei in anticipo di quindici secondi dal preventivato.
E ti senti bene, hai la falcata ancora ampia, il passo regolare e ti chiedi dove cazzo ha imparato la teoria della corsa il tuo coinquilino personal trainer che sostiene che il 3000 lo devi correre sulle punte, come se fossero i 100 piani e non con la rullata del piede.
Capisci che la pratica, in effetti, vale molto più della teoria. Ma non te ne curi e continui a correre.
Incroci una tipa che corre. Classica corsa da donna: ginocchia in dentro, mai alte, passo arrotato verso l'esterno, possibilmente col tallone lanciato in fuori e corsa solo di punta. Coi gomiti incollati al busto e le mani piegate a mantide. Peccato che nessuno le possa spiegare che così non solo fa il doppio della fatica (per altro con la metà dei risultati), ma si fa pure del male.
Le passi accanto facendo con un passo l'equivalente di tre dei suoi, con lei che provata ti guarda con il cavo delle cuffie dell'aipod ciondoloni in un misto tra invidia e incomprensione di come uno possa divertirsi ad andare così forte che sicuramente farà pochi metri poi crolla. E invece hai da poco passato il primo chilometro e ti sei appena rimesso il cronometro in tasca e continui a correre lanciato verso la tua meta.
Il treno ti passa accanto, ma è un merci e quindi va piano.
Arrivi al secondo chilometro che sei stato una scheggia, ma ci arrivi che già hai le interiora che si strizzano nel tentativo di far affluire più sangue in circolo. Stai dannatamente correndo da 8' 43" e hai fatto due chilometri. Sei tra i venti e i trenta secondi più veloce dell'ultima volta. Sei scemo, e ti viene da vomitare.
Non un conato. Trecento metri di conati.
Ma la corsa è una scuola di vita e forgia il carattere.
Senti che se ti fermi a vomitare non solo fai la figura del coglione (che tanto per fortuna non passa nessuno, ma se Murphy ti è amico come credi nel momento in cui dovessi cedere alla nausea passerebbe un'intero pulmino di modelle strafìe che metterebbero in giro la tua foto con un'enorme L di "loser" in giro nel mondo), ma che soprattutto perderesti la fiducia in te stesso e nelle tue capacità.
Perchè DEVI arrivare in fondo per dimostrarti che PUOI battere il tuo record, PUOI essere più veloce e più resistente di quanto tu non sia già stato che PUOI portare a termine quello che ti sei prefisso.
Testardaggine da Toro, insomma.
E mentre hai le lacrime agli occhi e stai riguadaganando la via emilia da via del pilastrino, mentre ingoi aria cercando di trattenerne il più possibile, ti rendi conto che la corsa è maestra di vita e ti insegna un sacco di cose sul tuo carattere che non conoscevi.
Arrivi sulla via emilia e per scrupolo controlli il cronometro. 11' 38", circa. E sei a duechilometriessei. Non hai la lucidità mentale per fare il calcolo del tempo ipotetico di arrivo (a dire il vero non ce l'hai nemmeno adesso) ma pensi che per fare 4/500 metri potresti metterci meno di due minuti.
E continui, sofferente, sulla via emilia, con la gente che passa in macchina e regalandoti idrocarburi volatili ti guarda come se fossi un idiota (che poi magari hanno pure ragione) e tu, lanciatissimo passi accanto alla signora Maribù che dalla vetrina della pizzeria da asporto ti vede passare più sofferente del solito e si preoccupa che magari passa a soccorrerti come quando col motorino impazzito sei quasi entrato nella vetrina del ferramenta ma te la sei cavata buttandoti in terra.
E arrivi splendido nel parcheggio sotto casa, lanciato con la sofferenza alle spalle, hai passato il momento di crisi. E tiri fuori il cronometro e con spocchia ti dici "Non lo guardo finchè non mi fermo, fermandolo in contemporanea" e poi premi il tasto dello stop.
E ti rendi conto che invece hai chiuso l'applicazione "cronometro" dal telefono e non hai la più pallida idea del tempo che hai fatto.
Ipotizzi intorno ai 13' 35", che sarebbero 20 secondi di miglioramento di record...ma non è certo.
Oggi è stato il primo giorno di lavoro.
Mi sono guadagnato i miei primi 30 euri (circa).
La cosa buffa è che ho parlato inglese per la prima volta da quando son rientrato in Italia. Con Ibra, collega Ivoriano.
In un mix itanglish un po' così per entrambe le lingue mi ha spiegato in cosa consiste il mio lavoro. L'uccellino di legno di Homer J. Simpson, più o meno, ha le stesse sollecitazioni intellettive. Ma è pur sempre lavoro retribuito. E alla fine nemmeno così brutto come mi divertirei a descriverlo.
È proprio quello che mi serve.
La coincidenza è che oggi, finalmente, ho sentito (e visto via webcam) la mia amica Phobie, kennel attendant al CVH dove ho raccolto i dati per la tesi.
E incredibilmente ho scritto e parlato inglese per la seconda volta, da quando son rientrato in Italia.
Erano giorni che volevo parlare inglese. Erano giorni che mi guardavo sit-com in lingua originale per mantenere allenato l'orecchio.
La vita ha un gran dono. Per quanto disillluso tu possa essere, riesce sempre a stupirti.
Inspiri, espiri, inspiri, espiri.
Un passo dopo l'altro.
AC/DC per cominciare. Back in Black. Ed è perfetta. Perchè è l'intro di Iron Man e perchè sei completamente vestito di nero. Tintinni, mentre corri. Hai le chiavi legate con una catena intorno al collo. La gente ti sente arrivare e si scansa.
Rimbalzi splendido, con movimento elastico, falcata ampia, braccio ad angolo retto, la tua mano descrive un semicerchio perfetto e il respiro è coordinato ai tuoi passi.
Inspiri, espiri, inspiri, espiri.
Hai l'udito azzerato dalla musica, ma sei all'erta. Non ti sfugge nulla, nessun movimento nel tuo campo visivo, anche periferico, sfugge alla tua attenzione.
Ti stai prendendo la tua rivincita sulla giornata che ti ha splamato su una sedia con la sua afa.
I've been looking at the sky
'Cause it's gettin' me high
Forget the hearse 'cause I never die
I got nine lives
Cat's eyes
Abusin' every one of them and running wild
Passi una signora che annaffia, che si volta stupita quando le passi dietro. Non ti ha sentito arrivare da quanto sei elastico. Hai un buon movimento del piede a terra. E anche le gambe, sebbene non più freschissime, non si muovono male.
Incroci un altro corridore. Cenno d'intesa col capo e ognuno per la sua strada, col proprio ritmo.
Passi agile e spedito accanto ad un giardino con una quarantina di persone tra giocatori di calcetto, cuochi intorno al barbecue, bambini che giocano a moscacieca. Nessuno si accorge di te. Rapido, silenzioso e nero. Come un ninja.
Inspiri, espiri, inspiri, espiri. Last dei Nine Inch Nails spodesta gli AC/DC. Il Random del lettore MP3 ti supporta alla grande. Continui col ritmo giusto.
Arrivi alla stazione. Davanti a te un rettilineo.
Il ritmo cala un po'. In questa parte del percorso a parte la musica gli stimoli esterni sono pochi. Ma continui, stesso ritmo, passo più corto.
Inspiri, espiri, inspiri, espiri.
Passa il regionale delle otto meno venti. E sei nel rettilineo.
Solo il pensiero che alla fine vomiteresti anche il pranzo di Pasqua del 1986 ti trattiene dal fare a gara col treno. Ma intanto torni ad allungare il passo.
Inspiri, espiri, inspiri, espiri.
La gente che frescheggia ti guarda con sospetto, o come se fossi un folle masochista.
I know it's all getting away it comes to me as no surprise
I know what's coming to me is never going to arrive
fresh blood through tired skin
new sweat to drown me in
dress up this rotten carcass just to make it look alive
Quando anche i Nine Inch Nails lasciano il passo agli Aerosmith, cerchi di far coincidere i tuoi passi con la grancassa di Livin' on the edge. In cielo un enorme tuorlo d'uovo ti guarda bonario, come un occhio di bue.
Inspiri, espiri, inspiri, espiri.
Inspiri, e ti ridcordi di avere un paio di polmoni.
Espiri, e ti rendi conto che dodici anni da tabagista non gli hanno certo fatto bene, anche se è storia antica di tre anni.
Inspiri, e ti accorgi che hai anche un fegato.
Espiri, e ti chiedi i tre quarti di litro di birra di oggi a pranzo non siano stati un errore con gli altrettanti di ieri notte.
Inspiri, e il rene destro ti dà una fitta.
Espiri, se fa male vuol dire che c'è e che funziona.
Continui a mantenere il passo. Il sudore inizia a cadere a goccioloni, ti riga la faccia, scende sul collo e si insinua nella maglietta.
Inspiri, espiri, stringi i denti, inspiri, espiri.
If chicken little tells you that the sky is fallin Even if it wasnt would you still come crawling Back again - I bet you would my friend Again & again & again & again Something right with the world today And everybody knows its wrong But we can tell em no Or we could let it go But I would rather be a hanging on
E poi, nell'attimo di silenzio della canzone, sei sospeso nel vuoto. Assoluto (in senso etimologico) dal mondo. Sospeso nel nulla cosmico.
E poi, BUM BUM BUM BUM.
We're Livin' on the edge
You can't help yourself from fallin'
Livin' on the edge
You can't help yourself at all!
Livin' on the edge
You can't stop yourself from fallin'
Livin' on the edge
Ho finalmente scritto una lettera liberatoria.
Col fiele.
Tanta lucida cattiveria (ma che purtroppo esprime in parole semplici e dirette la realtà dei fatti).
Dopo la sua laurea le verrà spedita.
Almeno, si spera, capirà perchè non sarò voluto andare nè alla discussione nè al rinfresco.
Da un lato mi sento una merda, perché so che ci starà male e non mi piace far star male le persone.
Dall'altro mi sento più libero, perché ho finalmente detto le cose come stanno e finalmente ho alzato la testa. E che lei ci starà male non è più una certezza. E si insinua il sospetto che, come su tutte le altre cose che le ho detto, ci passerà sopra più o meno con noncuranza.
E questo, mi farebbe stare peggio.